Per gentile concessione della scuola

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I nostri Jack Russell attualmente impegnati in agility sono:


- Diana

- Nargo

- Nutella

- Ollie

- Tosco

- Sebastian


Cos’è l’agility


Disciplina cinofilo-sportiva che vede uomo e cane impegnati e coinvolti sia dal punto fisico che da quello emotivo. Il cane affronta una gara ad ostacoli (ispirata al concorso ippico) disposti in modo da formare percorsi diversi e di varia difficoltà. Il percorso deve essere compiuto entro il tempo fissato dal giudice all'inizio della gara e possibilmente senza penalità (abbattimento di ostacoli, rifiuti etc...). 

Questa disciplina, che abbina cane e conduttore, precisione e velocità, spettacolo e tecnica, vede impegnati e valorizzati l'agilità e la capacità di apprendimento dell'animale. Dietro ad un percorso che si brucia in poche decine di secondi, c’è una preparazione meticolosa del binomio uomo cane. Tutto è frutto di un costante addestramento ed allenamento che ha come base una perfetta rispondenza del cane all’obbedienza, un lavoro svolto senza costrizioni, naturalmente gioioso e pieno di stimoli. E’peculiarità dell’Agility che nell’addestramento si fa ricorso solo a “rinforzi positivi” (premio) e a “rinforzi negativi” (negazione del premio), ma assolutamente mai alle punizioni. 

Per quanto riguarda il conduttore, l'Agility è un misto di velocità, concentrazione, precisione e comunicazione sia gestuale che vocale: neanche il cane più allenato ed esperto di Agility otterrà risultati se chi lo conduce non riesce a trasmettergli con tempestività e chiarezza i messaggi che lo portino a concludere il percorso.

Riguardo il cane è invece richiesta grande docilità per amarci intensamente, grande intelligenza per imparare facilmente tutto quello che gli insegniamo e grande equilibrio per non essere vittima del panico durante le competizioni. Sono le stesse doti che deve avere il cane ideale destinato a vivere al nostro fianco, con noi e con i nostri famigliari. 

Innumerevoli sono gli aspetti positivi: l'impostazione di una stretta simbiosi cane-conduttore; lo spirito di collaborazione, di amicizia e di allegria; la grande varietà delle razze, pure e non, che la possono praticare; la possibilità di svolgerla alle stesse condizioni sia dagli uomini che dalle donne, dagli anziani e dai bambini. 

Anomalia dell’Agility è che dal punto di vista cinofilo non è zootecnia ma solo competizione fine a se stessa. Il Campione di Agility non viene usato come riproduttore per trasmettere alla sua progenie il suo alto quoziente d’intelligenza e le sue magnifiche doti caratteriali. Mai come in questa disciplina conta il binomio, la bravura del cane è inscindibile dalla bravura del padrone. I campioni sono due. 

Agility, sport divertente sia per il conduttore che per il cane, assume per quest’ultimo una valenza educativa e ne facilita l’integrazione sociale (l’Agility è una disciplina spesso usata per terapie di cani con problematiche comportamentali e caratteriali). 

Praticare questa disciplina è una occasione di svago tanto per il cane quanto per l'uomo, che non lascia spazio alla violenza, alla coercizione e all'aggressività. Si ritiene utile, a riguardo, citare poche righe tratte da “Il cane il migliore amico dell’uomo? Dipende” di Luigi Polverini: “...risulta evidente che l’utilizzo dei collari che per loro natura provocano dolore (strangolo) e vengono utilizzati con la filosofia della cessazione della punizione fisica a fronte dell’azione o del comportamento richiesto non può essere accettata da chi, vedendo il cane come un compagno di percorso, è d’accordo con la visione cognitiva. Costringere l’altro a fare delle cose è eticamente da condannare e deve essere condannato da tutti quelli che pensano che la diversità sia un valore e non un handicap.L'Agility è lavorare in positivo.








Storia


L’Agility nasce nel 1978 al Crufts Dog di Londra quando nella pausa della più grande manifestazione cinofila del mondo, si pensò ad una piccola dimostrazione su un percorso ad ostacoli. L’idea, che si dimostrò geniale, fù talmente apprezzata dal pubblico che l’organizzazione decise di ripeterla ogni anno: nasceva una nuova disciplina cinofila sportiva con le prime gare ufficiali. L'Agility diventa da allora lo sport cinofilo più seguito e praticato in tutta la Gran Bretagna. 

 

I primi paesi del Continente ad attivarsi, ed oggi all’avanguardia, sono stati quelli del Nord Europa come Francia, Germania, Belgio, Finlandia e Danimarca, hanno poi seguito la Svizzera, l'Italia e la Spagna. 

 

In Italia l'Agility approda solo nel 1988; i primi stage vengono organizzati nel 1989 a Torino dal GARU. Anche in Italia tale disciplina suscita interesse tale che nel Gennaio del 1990 l'ENCI pubblica un primo abbozzo di regolamento, per poi adeguarsi a quello internazionale della FCI (Federazione Cinologica Internazionale) un anno dopo.

 

Nel 1990 si effettuano in Italia le prime gare nazionali e la prima apparizione in campo internazionale. Dal 1991 cominciano a diffondersi i Club di Agility, le gare diventano più frequenti e i concorrenti più numerosi.

 

Inizialmente i cani più frequentemente utilizzati nell’Agility sono stati i meticci (l’ottanta percento dei cani in circolazione sono meticci), proprio perché chi aveva un bastardino non aveva altro modo per far cinofilia (esposizioni e prove di lavoro). L’Agility è nata come unica disciplina possibile per poter dimostrare al povero bastardino di essere bravo quanto e forse più dei cani col pedigree. Il predominio dei bastardini durò solo qualche anno: dopo l’inizio col meticcio, infatti, i praticanti passarono al cane di razza che meglio si adattasse alle esigenze dell’Agility.







Gare


L’Agility, disciplina sportiva aperta a tutti i cani (con pedigree e senza), è organizzata e promossa dall’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana), in conformità alle regole approvate dalla FCI (Federazione Citologica Internazionale). Sono previste prove ufficiali “omologate” dalla FCI per cani con pedigree e prove “non omologate” per i meticci. Per entrambi le prove è necessario che il cane sia di età superiore ai 18 mesi. 

      

Le gare sono suddivise in due tipologie: l’Agility che comprende gli ostacoli con le zone di contatto e il Jumping che non le prevede. Entrambe le tipologie sono suddivise nelle seguenti classi: Debuttanti, Agility 1, Agility 2 e Agility 3. Per ogni classe sono previste tre categorie: Small per cani la cui taglia non supera i 35 cm al garrese, Medium per cani dai 35 ai 43 cm e Large per cani che superano i 43 cm. 

      

L’ENCI riconosce prove Internazionali, Nazionali e Regionali. Possono inoltre partecipare binomi che siano iscritti a Club e Associazioni sportive oppure privati che siano comunque iscritti presso Associazioni ENCI. Qualsiasi atto di brutalità contro il proprio cane viene severamente punito con la squalifica immediata. 

      

Il percorso è costituito da ostacoli (salto, muro, tavolo, passerella, basculla, palizzata, slalom, tubo rigido, tubo morbido, gomma, salto in lungo) che, a secondo della loro disposizione sul terreno, costituiranno la caratteristica del tracciato, rendendolo più o meno complesso e più o meno veloce. Il percorso dovrà inoltre essere effettuato dal cane entro un tempo base definito e secondo l’ordine imposto. Può avere una lunghezza compresa tra i 100 e i 200 metri, prevedere dai 12 ai 20 ostacoli (di cui 7 salti) e la distanza tra due ostacoli deve essere compresa tra i 5 e i 7 metri. Gli ostacoli con le zone di contatto (passerella, basculla, palizzata, tavolo) non saranno mai posizionati alla partenza e all’arrivo. La gomma e il salto in lungo vengono sempre disposti in rettilineo rispetto all’ostacolo precedente. 

 

Prima della gara il giudice comunica il TPS (tempo di percorso standard oltre il quale si accumulano secondi di penalità), la lunghezza del percorso e la relativa velocità del cane richiesta, nonché il tempo massimo o TPM oltre il quale è prevista l’eliminazione (mai inferiore ad una volta e mezzo il TPS). 

      

L’Agility non è una gara di velocità, bensì di abilità. La prestazione migliore è data dal binomio che commette meno errori (penalità) sul percorso e solo in caso di parità sugli errori, si terrà conto del miglior tempo. 

      

Le penalità sono date dal superamento del TPS (1 punto per secondo) e dagli errori sugli ostacoli (5 punti) che possono essere il far cadere l’astina del salto, il rifiuto di un particolare ostacolo e il saltare le zone di contatto (parte degli ostacoli contraddistinte da una particolare colorazione diversa). Inoltre (sempre 5 punti) la penalità è data ogni qual volta il cane entra dalla parte sbagliata dello slalom o ne salta la sequenza dei paletti. L’eliminazione è inoltre data al superamento del TPM, al terzo rifiuto sull’insieme del percorso, al non percorrere gli ostacoli nella sequenza prevista, al superare l’ostacolo dalla parte sbagliata, al cane che non è più sotto il controllo del conduttore e a qualsiasi forma di crudeltà o brutalità verso il cane.

Il “Brevetto di Agility” viene infine attribuito al cane che avrà ottenuto per tre volte la qualifica di Eccellente Netto (svolgere il percorso senza penalità e rientrando nel TPS), con almeno 2 giudici/esperti diversi, nel corso di 3 prove di Agility 1.




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