OCCHIO AGLI OSPITI INDESIDERATI!!


a cura del caro collega ed amico

Dott. Giovanni Lopalco


Non  posso nasconderlo: questo è l’avvertimento che con tono minaccioso rivolgo più spesso ai miei clienti, ignari o quasi delle numerose malattie che i parassiti esterni ed interni possono provocare nel cane e talvolta anche nell’uomo, ignari ancor più del fatto che gli animali hanno maggiori probabilità di infestarsi in città che non in campagna, a causa del gran numero di soggetti che si concentrano nei pochi angoli verdi dei nostri centri abitati.


Artropodi come le pulci e le zecche, acari e parassiti “intestinali” del cane, richiedono il massimo impegno da parte di proprietari ed allevatori, al fine di combattere il loro esplosivo ed inarrestabile sviluppo.


La pulce (Ctenocephalides felis per l’entomologia medica) è un piccolo insetto privo di ali, lungo appena due o tre millimetri, di colore bruno scuro e con sei lunghe zampette. Essa si nutre rapidamente suggendo il sangue per poi accoppiarsi sull’animale e deporre un numero elevatissimo di uova, che cadono a terra contaminando l’ambiente. Dalle uova nascono le larve, dalle larve le pupe; appena emerse dal bozzolo le giovani pulci riprendono la ricerca dell’ospite per continuare così il loro ciclo vitale.

La “pulicosi” in sé non sarebbe una malattia grave, se non fosse per la possibilità che ha il parassita di veicolare larve della Taenia Cucumerina (Dypylidium caninum), indurre anemia, o ancora liberare con la saliva sostanze dette istamino - simili, enzimi ed altre componenti, in grado di scatenare dermatiti allergiche altamente pruriginose.


Anche le comuni zecche hanno dei nomi “altisonanti” come Rhipicephalus sanguineus o Ixodes ricinus, per esempio. Simili alle precedenti nelle dimensioni a digiuno, sono caratterizzate dalla presenza di un apparato boccale estremamente complesso e dotato di un rostro che, infiggendosi profondamente nella cute, può succhiarne il sangue ed addirittura concentrarlo. Il pasto può durare anche due settimane, ma quello che preoccupa è la capacità di trasmettere importanti agenti di malattia come la Ehrlichiosi, Piroplasmosi, Hepatozoonosi, etc. etc., od ancora terribili virus come quello dell’encefalite…


Malassorbimento ed infiammazione per le parassitosi definite “intestinali”:  ascaridi, anchylostomi, tricocefali, tenie, protozoi… Non credo sia il caso di descrivere i numerosi cicli vitali di questi vermiciattoli, come qualcuno li definisce, quanto ricordare che alcuni di questi parassiti vengono ingeriti sotto forma di uova e compiono diverse migrazioni nell’organismo prima di giungere a maturazione; altri penetrano facilmente attraverso la cute integra, altri ancora hanno dimensioni tali da non poter essere individuati ad occhio nudo e vivere persino all’interno delle cellule.


Credo di avervi annoiato a sufficienza; spero però che questa lettura vi aiuti a comprendere più facilmente l’importanza di una corretta ed adeguata profilassi, indubbiamente più efficace ed economica di un trattamento terapeutico aggressivo.


Non aspettate che il vostro cane si ferisca grattandosi con insistenza, o che stressato e “svuotato” deperisca eccessivamente, per considerare l’opportunità di un trattamento disinfestante, anche delle zone in cui soggiorna e soprattutto dove dorme. Non lasciate che intorno agli occhi, nelle orecchie, fra le dita, sull’addome o su altre aree glabre del corpo compaiano le zecche per decidere di applicarvi dei prodotti efficaci: oggi la scelta è infinita e ciascuno potrà trovare con l’aiuto del suo veterinario quello più indicato per ogni singolo caso. Dimenticavo: i parassiti non vanno in letargo, quindi, profilassi tutto l’anno. Chiaro?!